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Dal Territorio - Marzia Tavano, il jolly della pallamano friulana

Dal Territorio - Area 3

Quello del Jolly Campoformido è un nome storico nella pallamano italiana, di quelli che si trovano nei comunicati degli anni 80. Siamo alle porte di Udine: i I friulani
sono gente tosta: poche parole, grinta da vendere, capacità di centrare il problema. Marzia Tavano la pallamano la conosce bene, in tutte le sue pieghe: è stata
giocatrice, ha allenato, poi dirigente e adesso il ruolo di presidente. “Abbiamo un’ottima collaborazione con il CUS Udine, che fa la femminile: ci muoviamo insieme
nelle scuole per fare il reclutamento. Le ragazze da loro, i ragazzi da noi. Ma questa pandemia rischia di mandare all’aria un lavoro di anni. Noi ci basiamo sul
reclutamento dei ragazzi a scuola, ma in quest’anno l’attività non c’è praticamente stata e questo creerà un buco nelle squadre del futuro. Quest’anno oltre alla B
facciamo l’under 15, l’anno prossimo vedremo”.

Fare pallamano in Friuli Venezia Giulia non è facile: nonostante la presenza della società più titolata d’Italia, l’esplosione non è mai arrivata. Colpa anche di un territorio difficile, fatto di monti e di vallate, di strade difficili da percorrere che rendono complicato lo spostamento degli atleti da un paese all’altro. In più le trasferte sono impegnative anche per i campionati giovanili e allora, a quel punto, si ripiega sulla squadra di calcio del paese. “Abbiamo centrato un primo traguardo formando la squadra in serie B, tutta composta da giocatori che hanno giocato con noi. Nell’immediato non abbiamo ambizioni di salire di categoria ma nel futuro chissà, se arrivasse lo sponsor giusto potremmo fare dei progetti. Per ora l’aiuto dei genitori per noi è fondamentale, anche nelle semplici trasferte”.

A guidare la serie B, la Jolly ha chiamato Roberto Bortuzzo, uno che ha vissuto i primi passi della pallamano italiana quando si giocava anche all’aperto o sull’asfalto e i campi 40x20 erano una rarità. “Facciamo tre allenamenti alla settimana, di meno secondo me non ha senso – dice ancora Marzia Tavano – Prima che a diventare buoni atleti, vogliamo insegnare a questi ragazzi che per arrivare a dei risultati servono sacrifici. Viviamo in una società in cui per i ragazzi è tutto facile, a portata di mano. Purtroppo quando usciranno nel mondo di tutti i giorni, si accorgeranno che le cose sono diverse; per questo investire nel mondo dello sport sia importante. Un giovane che fa sport ha meno possibilità di ammalarsi e di imboccare una brutta strada; si parla spesso di giovani e poi si tralasciano questi aspetti che dovrebbero essere una priorità".

foto: Simone Ferraro