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Dal territorio - Da Venezia al Campus Italia il sogno di Leo Andreotta

Leo Andreotta sta vivendo l’esperienza che migliaia di atleti sognano: quello di far parte, assieme ai suoi coetanei più promettenti, di una collegiale nazionale dello sport che amano.

Leo è un ragazzo in gamba, sveglio ed educato. E’ arrivato a Chieti direttamente dal Cus Venezia, plasmato dalle mani capaci di Sebastiano Varponi, un coach che quando giocava era un centrale di quelli furbi, capaci di punire ogni errore degli avversari.

La cura del dettaglio è alla base della preparazione di Leo, un ragazzo che gioca pivot e che ha messo la pallamano al primo posto nella sua vita: a soli 17 anni ha lasciato casa per andare a vivere assieme ai compagni di nazionale.

“Di fatto ormai questa è una seconda famiglia come a casa fai tutto insieme con i tuoi genitori e i tuoi fratelli, qui lo fai con i tuoi compagni. Siamo molto affiatati, stiamo bene insieme il livello degli allenamenti è molto alto e lavoriamo tutti per il bene della squadra senza fare distinzione tra chi viene convocato, chi gioca o chi sta in panchina. Va tutto bene, molto bene”.

Leo frequentava il liceo scientifico a Venezia ed ora si è iscritto a quello di Pescara; la nuova routine sarà ogni mattina la scuola poi il ritorno al campus di Chieti dove divide la stanza con il suo compagno di squadra (già a Venezia) Marco Zanon.
Il programma è denso: allenamento tutte le sere più la palestra tre mattine, prima di andare a scuola. Il sabato si gioca e poi il lunedì si riparte. Obiettivo: una squadra nazionale forte e giocatori in grado di competere alla pari con i migliori coetanei del continente.

“Lo staff è molto valido, ci sono Pasquale (Maione) e Riccardo Trillini che sono sempre con noi – dice Leo – e ci fanno lavorare benissimo. Ho parlato con la mia famiglia e la mia ragazza poco prima della partenza. Anche se la lontananza c’è, sono subito diventati i miei primi tifosi, credo che questa sia una grandissima esperienza che farà crescere tutti noi sia sotto il profilo tecnico che umano”.

Nel giorno della presentazione della collegiale e della partenza del progetto, oltre al presidente del Coni Giovanni Malagò e quello della FIGH Pasquale Loria c’era anche Gianni Cenzi, vicepresidente che, da Veneto doc, si coccolava con gli occhi i suoi pupilli.

Dopo tanti anni il sogno della collegiale è diventato realtà, ora tocca ai ragazzi ed allo staff tecnico far realizzare anche un altro sogno, quello che tutti gli appassionati portano nel cuore. E per il momento, meglio tenerlo segreto, ancora per un po’.