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Dal territorio - La straordinaria normalità dell'Emilia Romagna

Una straordinaria normalità: se dovessimo scegliere un’espressione per descrivere cosa è stata l’attività in Emilia Romagna nelle ultime due stagioni, forse questa sarebbe quella più azzeccata.

Il movimento Regionale sabato andrà ad eleggere il nuovo presidente del comitato, chiudendo così la fase di gestione guidata da Marco Tosi Brandi che ha dovuto fare i conti con le terribili difficoltà della pandemia. Nonostante la situazione, però, il movimento ha retto e anzi ha saputo reagire, facendo fronte alle difficoltà dando il meglio di sé.

L’Emilia Romagna ha portato a termine tutti i campionati, facendo svolgere alle categorie giovanili anche l’avvincente formula della final four che certamente è una grande esperienza per i ragazzi e i tecnici. Ha avuto anche la capacità e la forza di ospitare le finali nazionali in Romagna, a conferma di un movimento radicato.

Sul piano sportivo, i risultati sono arrivati in abbondanza con tante promozioni anche nella massima serie (Rubiera, Carpi, Casalgrande) ed altre soddisfazioni nelle categorie minori oltre che ottime figure nelle finali giovanili.

Sotto il profilo organizzativo molto è il lavoro fatto: i corsi allenatori che hanno visto svolgere la parte pratica in presenza, l’impegno sul rapporto tra arbitri ed allenatori con incontri finalizzati al miglioramento del dialogo: un’iniziativa che si è tradotta in un rapporto molto migliorato durante le partite e che ha portato anche un aumento di giovani fischietti.


Molto importante anche il primo ‘referee day’ che si è svolto a Rubiera e che è servito a preparare i direttori di gara alla stagione che sta iniziando.

Tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità, passione e competenza delle società oltre che al lavoro congiunto da parte di tutti i soggetti in campo: allenatori, arbitri, giocatori, federazione e – perché no – anche tifosi e sostenitori che hanno saputo adattarsi al momento.

Dopo anni in cui la normalità era un traguardo straordinario, ora è il momento di fare passi avanti anche per recuperare qualche ‘buco’ nel reclutamento dei più giovani: è uno dei problemi più seri che questa maledetta pandemia lascia in eredità al mondo dello sport.