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“Le Chevalier” in Proligue: promozione per Michele Skatar

Maglie Azzurre all'Estero

“Le Chevalier”, com’era stato definito ai tempi del Nantes, gioisce ancora. Michele Skatar, uno dei primi atleti azzurri ed esprimersi con successo all’estero – tra Germania e Francia – è l’ultimo, in ordine temporale, a festeggiare. È cosa fatta la promozione in Proligue, la seconda lega francese, ottenuta nel fine settimana scorso con lo Strasburgo.

Dopo la vittoria della Bundesliga di Anika Niederwieser e il salto dalla 2^ alla 1^ lega di Domenico Ebner sempre in Germania e di Angela Cappellaro in Norvegia, è il più esperto tra gli italiani oltreconfine a portare a casa una soddisfazione.

Tutto avviene a tre giornate dal termine dei Play-Off della N1, dove per ambire al salto di categoria tutto è molto rigido, regolamentato nei minimi dettagli. Essere avanti agli altri per punti in classifica non basta: per approdare in Proligue, campionato professionistico, è necessario lo Status VAP (visto d’accesso al professionismo), requisito fondamentale per essere ammessi anche solo al novero delle pretendenti alla promozione. Una certificazione che lo Strasburgo ha e che, complice il +8 rispetto alla più vicina delle inseguitrici, il Valance, permette di fare festa.

Numeri alla mano, è la terza promozione di Michele Skatar in carriera, dopo quelle del 2001 con l’Umago (Croazia) e del 2008 con il Lübbecke (Germania). Di upgrade, per la verità, il mancino azzurro – 118 presenze in Nazionale – ne aveva vissuto un altro, nel 2010, passando dal Mulhouse al Nantes alla prima esperienza in Francia. Lo stesso Nantes che tra pochi giorni, il 26 maggio prossimo, sarà al via della Final4 di Champions League.

Michele, promozione in Proligue centrata. Ve lo aspettavate?

“Era sicuramente un obiettivo. Quando una squadra ha i requisiti per lo Status VAP, solitamente ambisce a salire di categoria. Noi non abbiamo iniziato benissimo, ma la squadra era costruita per arrivare fino in fondo e ci siamo riusciti. Probabilmente le altre tre principali concorrenti, cioè Grenoble, Valence e Angers-Noyant, erano maggiormente attrezzate, ma siamo stati bravi. Ora siamo al 2° posto con 3 partite da giocare e vogliamo provare ad arrivare al primo posto”.

Il prossimo anno?

“Ho un contratto di due anni, resto qui. Trasferendomi a Montélimar lo scorso anno cercavo maggiore tranquillità, ma il club ha poi cambiato i suoi progetti. L’offerta di Strasburgo è stata convincente: ci ha permesso di avvicinarci alla famiglia di Carine, mia moglie, e poi approdare in un club che ha lo Status VAP è sempre garanzia, in qualche modo, di maggiore serietà economica e nel lavoro quotidiano. Sono felice di restare qui”.

Tra i primi giocatori italiani all’estero, le esperienze in Bundesliga, poi in Ligue-1, ora una nuova promozione. Tante soddisfazioni…

“Anche se è vero che in questi ultimi anni ho militato in terza lega, posso dire che qui il livello del campionato è molto alto e non è stato facile raggiungere la promozione. È vero, ho potuto vivere belle emozioni. Penso al Nantes, ad esempio, nel quale sono arrivato nel 2010: quell’anno riuscimmo a portare per la prima volta il club in una competizione europea, la EHF Cup, fino ad arrivare alla fase finale della stessa coppa l’anno dopo. Vederli alla Final4 di Champions League è una bella sensazione. Sono fiero di aver fatto parte della loro storia”.

Ora testa alla Nazionale, dov’è iniziato un nuovo corso tecnico con Riccardo Trillini, ma sempre contando su giocatori di esperienza come te, Maione e Fovio.

“Stiamo avendo la possibilità di lavorare a lungo, di preparare al meglio ogni appuntamento e questo è molto importante. Il mister sta anche battendo la strada di nuovi giocatori con passaporto italiano e credo possa essere una buona soluzione nel breve periodo, lavorando parallelamente sulle nuove generazioni. Siamo una buona squadra: le qualificazioni ai Mondiali hanno detto che siamo in crescita e che il mix tra giovani e qualche giocatore più esperto funziona. Sono molto fiducioso per il futuro”.

Giochi del Mediterraneo. Girone a tre, dove affrontiamo Croazia e Algeria. Obiettivi?

“Il primo passo in avanti lo abbiamo compiuto a gennaio, mostrando bei miglioramenti nelle qualificazioni ai Mondiali. Ora dobbiamo confermarci. Nel 2013 arrivammo vicini alla medaglia: questa volta andiamo in Spagna per provarci fino in fondo. Sarebbe una bella soddisfazione, anche perché credo che per me e per alcuni dei miei compagni questa sia l’ultima chance in questa manifestazione”.

E poi c’è il sogno legato alle qualificazioni agli EHF EURO 2020.

“Ungheria, Russia e Slovacchia sono tre avversarie molto dure, ma chi vuole andare agli Europei dev’essere pronto a vincere queste partite e a misurarsi con queste squadre. Arrivando dalla 4^ fascia, eravamo consapevoli che avremmo incontrato squadre sulla carta superiori a noi. Poi c’è il campo, dove noi daremo tutto e dove, pur rispettando tutti, scenderemo in campo per vincere. Le imprese esistono, il successo contro l’Ucraina ne è la dimostrazione”.

Uno sguardo all’Italia, alla Serie A1: si torna al girone unico.

“Credo sia l’unica strada possibile per alzare il livello. So che alla base dei 3 gironi c’erano motivazioni di natura economica, ma per la crescita di un Movimento è indispensabile avere un unico girone su base nazionale. Credo che il prossimo campionato sarà molto più tirato, con partite difficili ogni sabato, e questo aiuterà i giocatori a tenere ritmi alti durante tutta la stagione. Sono convinto che anche l’innalzamento del numero di giocatori stranieri sarà positivo”.

E tra le 14 squadre qualificate ci sarà anche la tua Trieste.

“Sono sicuro che il professor Lo Duca e Giorgio (Oveglia ndr) metteranno in piedi anche stavolta una squadra competitiva. L’essere competitivi è nel loro DNA e giocare contro Trieste non sarà mai facile, è una mentalità che loro sono bravissimi a tramandare sin dalle giovanili. A Trieste auguro sempre il meglio”.