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La vie en rose di Andrea Parisini: "Per me un anno fantastico"

Azzurri all'estero

“Je vois la vie en rose”, recita una celebre canzone francese portata al successo da Édith Piaf. E di rosa, l’anno e la vita di Andrea Parisini hanno tanto. A cominciare da Sophie Adriana, l’ultima arrivata nata dall’unione tra il pivot della Nazionale e Martina. Un amore esploso in Francia, dove Andrea sta costruendo le proprie fortune da giocatore e da dove le novità in arrivo non sono finite: è di questi giorni, infatti, l’ufficialità del suo trasferimento dallo Strasburgo all’Istres, club che milita attualmente nella Lidl Starligue.

Qualche tempo fa, nella rubrica Fuoricampo, quello di Andrea Parisini era già stato definito un anno d’oro. Ma ora, forse, lo è divenuto più che mai. “Infatti non riesco a smettere di pensarci e spero di vivere altri cinque, dieci anni così. Non dimenticherò facilmente Strasburgo, per come sono riuscito a esprimermi in campo e soprattutto per la nascita di Sophie Adriana. È un momento veramente incredibile per me”. Primo nome francese e il secondo come la mamma del n° 32 originario di Vigevano, scomparsa lo scorso anno. 

Venendo al campo, se sarà Starligue o no lo diranno gli ultimi 180’ stagionali dell’Istres. La compagine provenzale, infatti, è ad un punto dalla zona retrocessione e, con tre gare da giocare, punta a tenere a debita distanza Cesson-Rennes e Pontault. 

parisini martina italia

L’annata di Parisini in Proligue è stata eccezionale: 129 reti, 79% al tiro, a più riprese inserito nel Best-7 della lega nonostante la retrocessione in N1 del suo club, lo Strasburgo. “Qui mi sono subito trovato benissimo e il fatto di avere conquistato la fiducia del mister, ottenendo molto spazio, mi ha dato la carica giusta per fare bene. Dopo la mancata salvezza, la dirigenza ha capito le mie esigenze – dice – e ho pensato che Istres, tra le squadre che mi avevano cercato, potesse essere la scelta giusta”. E la Starligue? “Sarebbe un sogno e se qualcuno, quando sono arrivato in Francia, mi avesse detto che avrei potuto giocarci dopo due anni, lo avrei preso per pazzo”. Con tutti gli scongiuri del caso, perché la stagione non è finita. 

Giocare in una prima lega del livello di quella francese è riuscito a tre soli azzurri al maschile, ad oggi: Pasquale Maione e Gianluca Dapiran in Liga Asobal, e Michele Skatar, prima in Bundesliga e poi proprio nella Ligue-1. A proposito, proprio il mancino istriano ha condiviso con Parisini l’esperienza a Strasburgo: “Michele e sua moglie Carine sono stati veramente squisiti. Lui c’è sempre stato per me e mi ha subito detto di essere felicissimo per me. Si è dimostrato con me un vero amico, oltre che un maestro di vita”. 

Le donne della sua vita, Sophie Adriana e Martina, ruberanno tutta la sua attenzione, anche se la vie en rose di Andrea subirà una dolce deviazione sull’azzurro a giugno, nei giorni delle sfide contro Russia e Ungheria. “Siamo riusciti a creare un nucleo veramente forte e unito in Nazionale, quasi come se lavorassimo insieme ogni giorno e senza distinzioni di età tra i più e meno esperti. Anzi, in questo capitan Maione è stato tra i primi a dirmi che era contento per me e per la mia stagione. Se cinque anni fa mi avessero detto che un giocatore come Maione potesse riservare per me parole del genere, non ci avrei creduto. Questo la dice lunga sullo spirito che c’è in squadra e su quanto tutti siano felici di vestire la maglia della Nazionale”.

Testa, allora, ai 120’ che tengono vivo il sogno della qualificazione. “Contro la Slovacchia a Faenza abbiamo vissuto un pomeriggio incredibile, che veramente credo sia storico, per partecipazione e atmosfera, per la Pallamano italiana. Spero che a Busto Arsizio la partecipazione possa essere la stessa, per aiutarci a compiere quella che sarebbe un’impresa. Inutile negarlo: la Russia è superiore a noi, ma dove non arriviamo con la tecnica, faremo in modo di arrivare con il cuore e con la spinta del nostro pubblico”.

(foto: Isabella Gandolfi)