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Salerno-Oderzo ha già il fascino da play-off: verso il primo big match della Serie A Beretta femminile

Serie A Beretta

Un mese di duelli a distanza, considerazioni, curiosità per le neo-promosse. Poi, però, a spazzare via tutto arrivano le sfide di cartello. Quelle di vertice. Quelle che hanno già assegnato qualcosa di importante negli anni e per questo si portano dietro un pizzico di tradizione, sicuramente tanto fascino. È il caso di Jomi Salerno - Mechanic System Oderzo, il match più atteso del prossimo sabato di Serie A Beretta femminile. 

Ad aggiungere interesse a 60’ che non ne avrebbero bisogno, c’è quanto accaduto nell’ultimo week-end: gli stop, uno più brusco e l’altro meno, di Alì-Best Espresso Mestrino e Brixen Sudtirol, infatti, hanno combaciato col poker di vittorie di salernitane e venete e con un primato a due. Il che, tradotto, significa che al Pala Palumbo nel prossimo turno ci si affronta per alzarsi sui pedali e mettere in atto una prima (seppur piccolissima) fuga.

“È una partita importante, non c’è dubbio”, conferma Pina Napoletano, capitano della Jomi Salerno, nel podcast HandballTalk. “Oderzo è un’avversaria di tutto rispetto che sta giocando bene, che è andata a fare risultato su un campo ostico come Erice. In più hanno recuperato Duran, giocatrice che ritengo un po’ il cuore di Oderzo e che credo sia in grado con la sua sola presenza di infondere tranquillità e sicurezza a tutta la squadra. Dobbiamo stare attente e lavoreremo in settimana per questo. Inutile dire che il nostro obiettivo è quello di portare i due punti a casa”.

Di capitano in capitano. Sul fronte opposto, a difendere i pali della Mechanic System Oderzo ci sarà come sempre Barbara Meneghin. “Può essere considerata la partita della settimana, sì. Anche se a livello personale cerco di guardare a ogni incontro con la stessa concentrazione, con la stessa carica. Questo tipo di approccio non è facile, anzi è complicato da mantenere durante tutto l’anno, ma a mio avviso aiuta a farsi poi trovare pronti davanti alle prove più difficili, alle partite più equilibrate e combattute come potrebbe essere quella di sabato”. 

Ragionamento condivisibile, quello dell’estremo difensore veneto, anche se la scia lasciata da Salerno - Oderzo è piuttosto lunga: una volta finale Scudetto, tre volte semifinale di Coppa Italia, un’altra ancora decisiva per la Supercoppa. Mica poco. “C’è il pallino di giocare contro Salerno perché sono la squadra da battere e perché in questi anni sono riuscite a mantenere saldo questo aspetto”, ammette Meneghin. “Noi siamo riuscite a battere in alcuni frangenti, ma mai nelle gare veramente decisive e su questo vogliamo assolutamente migliorarci. Magari cediamo qualcosa in esperienza in alcuni ruoli, ma io non cambierei nulla della mia squadra. Saremo sempre pronte a dare il massimo per misurarci con avversarie importanti”. 

Salerno è stata anche l’ultima squadra a vincere un titolo femminile prima del lockdown, cioè la Coppa Italia sollevata al cielo otto mesi fa, a febbraio, al Palaestra di Siena. “I nostri obiettivi non sono cambiati: abbiamo fame di vincere”. Napoletano non si nasconde: “Ogni giocatrice che viene messa in campo sa qual è il suo compito ed è in grado di svolgerlo nel migliore dei modi. Abbiamo una rosa equilibrata, che permette delle rotazioni senza intaccare il livello di gioco. Anche chi è arrivato, come Kovacheva e Todorova, ci sta dando una mano rilevante e sta dimostrando la stessa voglia di vincere. Il gruppo è unito, lavora bene e in serenità. Tutto ciò è fondamentale”. 

Oderzo, dalla sua, ha affiancato ai gol di Giorgia Di Pietro anche la rientrante Arasay Duran e la neo-arrivata Thina Oyesvold, 20enne norvegese che ha chiuso con 6 reti nell’ultima vittoria di sabato scorso contro Malo. “Ara (Duran ndr) lo scorso anno ci è mancata molto – dice ancora Meneghin – e la sua presenza quest’anno dà tanta sicurezza alla squadra. Anche in difesa rappresenta un valore aggiunto enorme. Ha lavorato tanto in estate e si è fatta trovare pronta a questo inizio di stagione, anche se dovremo essere bravi a tutelarla perché non è sempre facile giocare per tutti i 60’ al suo ritmo. Proprio per questo la rosa è stata rinforzata con Oyesvold, che si sta pian piano integrando. E poi aspettiamo il rientro di Carlotta Poderi, che saprà garantirci un’altra rotazione di qualità in più”. 

Big match a parte, questa Serie A Beretta ha già offerto spunti di discussione. “La cosa bella – spiega in chiusura il portiere opitergino – è che anche le neo-promosse non scendono in campo per partecipare e sono attrezzate per dire la loro. Per questo, come dicevo prima, non credo ci sia una partita che spicca più delle altre. Parlo personalmente: tutte mi tengono in tensione, tutte sono ostiche”. Certo, anche se va detto: chi vince sabato è primo in solitaria. Niente male.

Il podcast HandballTalk può essere ascoltato ogni settimana su Spotify.

(foto: Paolo Lazzeroni)