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Dal Territorio - Rubiera sulle orme della storia

Dici Rubiera e pensi alle grandi sfide, ai palazzetti colmi, ai derby vibranti lungo la via Emilia e alle sfide storiche con Trieste, Gaeta, Merano e Bressanone. Il pala Bursi, che ospita la squadra, da queste parti, lo chiamano ‘il Tempio’, tanto per capire quanto qui lo sport sia qualcosa di estremamente serio. In quel palazzetto si sono giocate sfide epiche, quel parquet ha visto giocatori di livello internazionale darsi battaglia davanti ad un pubblico esigente, caldo ed appassionato come sa essere quello della pianura Emiliana.

Patrizia Bondavalli, a capo della società da giugno 2019 dopo aver ricoperto il ruolo di vice presidente, non trema di fronte alla storia del club emiliano. “Sappiamo bene cosa significa fare pallamano a Rubiera. La dimensione naturale di questa società è la massima serie, ed è lì che vogliamo ritornare. Ovviamente ci sono anche gli avversari, la sfida è difficile, ma noi lavoriamo per riportare Rubiera là dove deve stare”.

Non stupisce che la presidentessa abbia chiare le priorità: è stata giocatrice anche lei, e il 40x20 continua a scandire i tempi della sua famiglia. “Praticamente passo più tempo in palestra che a casa, ma per fortuna giocano qui anche i miei figli. Il lavoro da fare è tanto, le misure per contenere il covid richiedono molte procedure e formalità: tutte cose giuste e comprensibili, ma che costano tempo ed energie. Speriamo prima possibile di poterci lasciare alle spalle questo incubo”.

L’attività a Rubiera, comunque, non si ferma: i campionati giovanili ripartono e la prima squadra, fresca vincitrice dello scontro la vertice di Camerano, autorizza a sognare in grande. “Non possiamo dire una cosa diversa: ci stiamo provando, abbiamo un gruppo di ragazzi splendidi, abbiamo puntato su un tecnico giovane e di talento come Luca Galluccio, l’idea è quella di arrivare nella massima serie. Anche con le giovanili qualche ambizione ce la portiamo dentro, però in questo caso sappiamo che la cosa più importante è permettere ai ragazzi di tornare a giocare e di confrontarsi con i loro amici. Certo, il sacrificio di non poter assistere alla partita è molto grande, sia per i ragazzi che per i genitori, ma adesso è importante non fermarsi.

E a settembre, speriamo, torneremo tutti insieme al palazzetto. Senza contare che ho nel cassetto anche un altro sogno ambizioso: quello di ridare lustro anche alla pallamano femminile di Rubiera. Ho vestito quella maglia e so che qui da noi c’è tanta passione anche tra le nostre ragazze per questo sport. Un passo alla volta, certo, ma con sogni e obiettivi”.

In fondo, un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.

 

Foto: Linda Lusetti