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Dal Territorio - Bologna, l'importanza di chiamarsi United

Quando ti chiami Bologna United, hai un passato importante. Hai una storia fatta di finali scudetto, handball trophy vinti, semifinali europee dopo aver eliminato squadre norvegesi, portoghesi e turche.

Se sei il Bologna United, la tua maglia è stata indossata da grandissimi campioni, italiani, europei e sudamericani. Infine, e non da ultimo, se ti chiami Bologna United hai vinto titoli giovanili, dato alla nazionale giocatori e tecnici. Ecco, viste tutte queste cose, può anche succedere che si attraversi un periodo complicato, ma la storia impone che, prima o poi, si torni a svolgere quel ruolo che la tradizione ti ha assegnato.

Al Bologna United lo sanno, e molto bene. In questa stagione si sta lottando con il coltello tra i denti per difendere la permanenza in A2, con in testa l’idea di riaprire, dalla prossima stagione, un nuovo capitolo di una storia così importante.

Mauro Sanna è uno dei punti fermi di questa nuova vita del club Bolognese e parla con l’entusiasmo di chi sa di avere davanti una sfida difficile ma anche stimolante. “La stagione è complicata, il Covid ci ha letteralmente decimato e noi per diversi mesi abbiamo avuto problemi con lo spazio dove fare attività. Ora finalmente ci alleniamo alla palestra della polisportiva Lame, la squadra è stata un po’ rinforzata e sta crescendo e siamo tornati in corsa per la salvezza. I ragazzi si stanno allenando con grande passione anche se oggettivamente questa stagione è piena di incognite, la presenza della pandemia purtroppo influenza sia gli allenamenti che lo svolgimento delle partite. Però sono certo che ce la giocheremo fino alla fine. Dobbiamo solo cercare di evitare la retrocessione, poi dalla prossima stagione ripartiremo con un nuovo progetto”.

Le basi del nuovo corso sono chiare e si poggiano su due pilastri: “Ogni società deve avere un impianto che sente come suo, una casa. Ecco, noi dobbiamo ripartire da lì: avere un impianto dove poterci sempre allenare e giocare, avere una base che diventi il nostro fortino. Quello è un aspetto fondamentale. L’altro punto irrinunciabile è parlarsi con le altre società della città, con le altre realtà bolognesi. Dobbiamo perlustrare la possibilità di collaborare e di lavorare insieme per creare un movimento sempre più forte. Credo che queste siano le premesse per poter tornare a svolgere un ruolo importante nella pallamano nazionale”.

Si, perché l’amore tra la città e la pallamano, nonostante il momento complicato, continua ad essere forte. “La città risponde, la pallamano è uno sport che continua a piacere a Bologna: i ragazzi ci sono, a livello giovanile c’è un’ottima risposta. Insomma, i presupposti ci sono, dobbiamo solo ripartire”.

 

Foto: Mauro Sanna