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Dal Territorio - Camerano si gode i suoi giovani e guarda al futuro con ottimismo

Negli ultimi anni le Marche stanno vivendo un periodo di rinascita nel movimento della pallamano, e tra tutte le formazioni che stanno ben figurando, un occhio di riguardo lo merita la A.P.D. Pallamano Camerano, che si sta pian piano ritagliando uno spazio importante nel panorama nazionale, condando su un forte settore giovanile.

“La pallamano a Camerano ha una storia longeva, risalente al 1979 – spiega la vice-presidente Rosalba Rubini, a sua volta ex giocatrice – ma la nostra società esiste solamente da sei anni. Abbiamo confermato il gruppo di giocatori già esistente, e dopo due anni abbiamo conquistato la promozione in Serie A2”.

Il punto focale della società gialloblu è però il settore giovanile, dove si è riusciti a toccare quota centotrenta iscritti nella scorsa stagione, un traguardo di assoluto rilievo per una cittadina di poco più di settemila anime. Un settore giovanile florido, che va dai piccolissimi dell’under 7 all’under 19, che milita nel campionato di Serie B, ma che include anche due squadre femminili.

Questo è il frutto di un lavoro programmato e ben studiato: “Siamo partiti dal basso – continua Rubini – affidandoci ad allenatori di talento, come Davide Campana, che ha vestito la maglia azzurra nella carriera da giocatore, ma anche a giovani in rampa di lancio, come Sergio Palazzi, che è rimasto qui due anni prima di trasferirsi in Serie A1 Beretta, nella Santarelli Cingoli. Quest’anno c’è anche Matteo Bellotti, proveniente da Cassano Magnago, senza dimenticare il prezioso contributo di Cristiano Giambartolomei, allenatore dei portieri, e Roberto Scandali, che riesce a creare uno straordinario rapporto con i bambini”.

Tornando ai più grandi, dopo sedici giornate la squadra è in terza posizione del girone B con 25 punti, a solamente una lunghezza dal Carpi, e tre dalla capolista Secchia Rubiera, ma ciò che colpisce è la fitta presenza di giocatori locali, praticamente tutti, ad eccezione di Emanuele D’Agostino, abruzzese.

Un aspetto evidenziato anche dalla vice-presidente, che si sofferma anche su un altro particolare interessante: “Sì, i ragazzi sono tutti di qui, ma ciò che ci dà più forza è che spesse volte vengono impiegati in prima squadra ragazzi di quindici/sedici anni, che non sfigurano affatto. Stiamo lavorando tanto, e siamo contenti di ciò che stiamo raccogliendo”.

(foto: Roberto Pesaresi)