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Dal Territorio - Una vita al servizio della pallamano. Dino Nebuloso, l’anima dell’H.C. Pescara

Dal Territorio - Area 6

Il mondo della pallamano è pieno di personaggi longevi, nell’ambiente da moltissimo tempo, che hanno avuto la possibilità di incontrare più generazioni di giocatori, allenatori e dirigenti, ma come il dirigente della Handball Club Pescara Dino Nebuloso ce ne sono davvero pochi.

Questa è la mia quarantaquattresima stagione ininterrotta di pallamano, di cui ventisei da giocatore, undici da presidente e sette da allenatore – racconta Dino - Ho iniziato a giocare tardissimo, a 17 anni, provenivo dalla pallavolo. La squadra in cui giocavo non si iscrisse al campionato successivo ed un mio amico mi convinse a giocare a pallamano. Già conoscevo qualcuno dei ragazzi che ci giocavano perchè il loro campo era nel cortile della parrocchia di S. Antonio a Pescara, stesso posto dove giocavo a volley. Fu passione immediata”.

Una vera e propria leggenda della pallamano abruzzese che ha incentrato la propria attività sempre nella ragione. “La mia carriera da giocatore si è svolta tutta tra Pescara e Guardiagrele, salvo una sporadica presenza con il Città Sant’Angelo. Ricordo con piacere anche due gare con la Nazionale Militare. La pallamano è stata parte integrante della mia vita. Sono cresciuto e diventato l'uomo che sono anche grazie ai grandi sacrifici che questo sport ha richiesto. Oltre che giocatore, sono stato dirigente, allenatore e, per qualche stagione, anche arbitro”.

Ora Dino è parte integrante della dirigenza della Handball Club Pescara che nel campionato di Serie B sta arrancando, dopo una prima parte di alto profilo. “Questa stagione era iniziata con buone prospettive e qualche velleità di competizione. Ma il nostro scopo principale è quello di far crescere i nostri ragazzi e di creare un forte movimento di pallamano a Pescara. Stiamo portando avanti un progetto ambizioso che coinvolgerà strutture pubbliche. Non anticipo nulla ma presto ne sentirete parlare  perchè saremo pionieri di un nuovo modo di presentare la pallamano al grande pubblico. Vedremo nei prossimi mesi i primi risultati di questo grande lavoro. Per quanto riguarda la prima squadra, il derby con la Ogan è stato decisivo in senso negativo. Non solo perchè ha bruscamente ridimensionato le nostre aspettative ma soprattutto perchè, a seguito di quella partita, abbiamo perso per infortunio ben quattro titolari  per il resto della stagione. Ma questo evento non è stato del tutto negativo. Abbiamo inserito stabilmente nella rosa degli under 15 e 17 che stanno facendo esperienza e dimostrando grinta ed attaccamento alla maglia. E’ una gioia vederli lottare ed impegnarsi. Il nostro obiettivo primario  non era la promozione in A2  ma la crescita del bel vivaio e sono più che sicuro che il campionato under 15  ci vedrà protagonisti. Questo è quello che serve: allargare la base e diffondere la pallamano. Vincere i campionati senza vivaio e senza progetti per svilupparli ha poco senso.”