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Dal Territorio - Crotone, il faro della pallamano calabrese

Serie B Maschile

Il rilancio del movimento in tutto il territorio regionale ed una collaborazione tra tutte le realtà presenti. Si pone questo come obbiettivo la Pallamano Crotone che da 4 anni ha ereditato il “pesante fardello” della società Pallamano Calabria.

Il movimento nella città di Pitagora prende corpo a metà degli anni ‘70 e la squadra, tra alti e bassi, ha sempre fatto la spola tra la serie B e la A2 sfiorando la promozione nella massima serie nella stagione 2007/2008. Attualmente, dopo aver ripreso l’attività senior da due anni, la massima squadra allenata da Antonio Cusato occupa la seconda posizione nel campionato di Serie B calabro-pugliese.

“Diciamo che tutto sommato, considerando la situazione che stiamo vivendo, possiamo ritenerci più che soddisfatti – commenta il presidente ed ex bandiera della pallamano crotonese Giancarlo Giaquinta – anzi paradossalmente abbiamo anche un pizzico di rammarico. Ma va bene così. Alla fine con un gruppo di giovani quasi tutti locali (tranne alcuni atleti provenienti da Lamezia) occupiamo la seconda piazza del girone”.

Ma i programmi societari sono ben altri. “Noi sino a prima della Pandemia stavamo ricostruendo tutto il settore giovanile – continua – avevamo una settantina di ragazzini per tutte le categorie e tanti che facevano attività promozionale nelle scuole. Poi con l’arrivo del Covid tutto si è fermato e ora con enormi difficoltà stiamo portando avanti la sola attività della prima squadra. Ma la passione per questa disciplina ci sta facendo superare qualsiasi problema e confidiamo di ritornare a pieno regime appena le condizioni di sicurezza ce lo consentiranno. Mi piace, però, ricordare – aggiunge - che la nostra società non svolge solamente attività agonistica ma è molto attiva con soggetti diversamente abili e a rischio disagio. Siamo molto presenti nei quartieri. La vera sfida è quella di essere presenti in modo stabile nelle scuole”.

Giaquinta parla anche di rilancio della disciplina in tutto il territorio regionale. “Si e ci credo – conclude – ma per riuscirci deve esserci una costante collaborazione tra tutte le realtà presenti e promuovere la nascita di altre realtà e una buona collaborazione tra noi società già esiste, le basi sono state gettate. Adesso è importante continuare su questa strada”.