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Dal Territorio - Pino Fanelli: il “Grande Saggio” della pallamano conversanese

Serie A Beretta

Trieste è la città più scudettata, ma un autentico “cuore pulsante” del movimento è a sud dello stivale, precisamente a Conversano; la città pugliese è da sempre in simbiosi con la pallamano. Giocare nella “Bombonera” del Palasangiacomo davanti a migliaia di spettatori è il sogno di ogni giocatore italiano.

E uno dei protagonisti di questa magica atmosfera da circa 50 anni ornai, è Giuseppe “Pino” Fanelli, oggi aiuto allenatore di Alessandro Tarafino, persona che ha scritto le pagine più belle di questa storia ancora tutta raccontare e che ha portato la città di Converano alla ribalta nazionale ed internazionale con la conquista. nel settore maschile di 5 scudetti, 6 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italiane e 2 scudetti oltre a numerose Coppe nel settore femminile.

“Diciamo che ho dato il mio modesto contributo - racconta Fanelli - tutto è nato nel 1972 quando a Conversano grazie ad un insegnante di educazione fisica di Noci, il professore Vittorio Laera, nel corso dei Giochi della Gioventù ci fece scoprire la pallamano. Io provenivo dal basket ma avevamo problemi di impianti  e quindi insieme ad altri amici cominciammo a giocare a pallamano”.

Così inizia anche a Convesano la pallamano “pioneristica”, giocata sui campi all’aperto con la breccia, e la partecipazione ai Campionati di Serie C. Nel frattempo Pino Fanelli, anche se appena diciottenne, partecipa al primo di una lunga serie di corsi per allenatori. Nella stagione 1975/76 la promozione in serie B e nella massima serie nella stagione 1977-78. Ed in questa bella storia, tranne che per qualche breve parentesi tra Fasano e Noci, Pino Fanelli c’è sempre stato e da protagonista.

“Si posso confermare che la mia carriera è stata quasi sempre incentrata a Conversano – continua – ma io non sono il solo a viverla così intensamente. Se oggi la pallamano a Conversano riesce a rimanere sempre ad alti livelli. attraversando anche momenti non facili, è perché dietro c’è sempre un gruppo di persone che vive per questo, con una società molto organizzata che guarda sempre con attenzione all’attività giovanile. Anche la città ci spinge molto, vive con noi questa passione e mi auguro che questo stretto legame possa durare ancora per lunghissimo tempo”.    

(Foto: Pino Fanelli)